L’INSEGNANTE E L’ALUNNO “DALL’AGIRE EMOTIVO ALL’AGIRE PENSATO”

Gestire l’emotività, le reazioni istintive, la stanchezza della difficoltà continua e costante può portare un insegnante ad agire in modo irrazionale e poco controllato.

Il bambino che non pensa di contro agisce le sue emozioni, le sue sensazioni, e non controlla l’impulsività.

Degli spunti di riflessione per insegnanti che vogliono agire pensando ed aiutare i bambini ad uscire da “uno stato emotivo” per entrare in uno “stato pensante”.

 

Lo sviluppo delle abilità sociali alla scuola primaria

Ogni gruppo ha il suo ruolo ed ogni membro in esso agisce facendo parte di un processo più grande.

Uno dei primi gruppi di coetanei di cui si entra a far parte con consapevolezza è la classe di scuola primaria, spesso costituito da bambini in parte già conosciuti, a volte totalmente nuovo, comunque un gruppo non strutturato, che noi chiamiamo interdipendente, dove ognuno ha la propria storia ed un proprio ruolo al suo interno.

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Genitori in prima elementare

L’anno della prima elementare è per i genitori un periodo ricco di attese, aspettative, scoperte ed a volte delusioni. Inconsciamente ci si crea un’aspettativa rispetto a ciò che sarà nostro figlio a scuola basata sull’esperienza alla scuola materna, sul feed back dato dalle maestre e ci si prepara ad affrontare l’impegno scolastico come genitore in base a che alunni si è stati.

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Alcune riflessioni sull’adolescenza facendo riferimento alla teoria psicodrammatica

L’adolescenza è un periodo importante e cruciale nello sviluppo, le sfide, che si presentano in questo periodo della crescita, e la loro risoluzione, rappresentano un contributo fondamentale per la vita futura della persona, per quanto riguarda il carattere e lo sviluppo della personalità. In questo periodo aspetti essenziali della personalità assumono una forma e vengono alla fine organizzati in un senso del Sé più coerente e stabile.Il Sé è per Moreno, il fondatore dello psicodramma, il punto di coagulo della soggettività, e da’ la sensazione alla persona di stare bene o male nel mondo.

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Comunicare l'autostima ai bambini

L'autostima determina la propensione ad essere felici e ad avere successo nella vita. I genitori, gli insegnanti e gli educatori hanno la fortuna e il dovere di alimentare questa preziosa e fragile fiamma, garantendole nutrimento, calore, sostegno e protezione. Un bambino con buona autostima è una persona realista e ottimista che diventerà un'adulto sereno ed equilibrato. 

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I bambini e l'esperienza del gruppo

I genitori spesso possono sentirsi fortemente a disagio nell’aiutare il proprio bambino a far fronte al lutto di una persona a cui sono legati affettivamente. Esperienze e temi come questo spaventano gli adulti al punto tale da non prendere nemmeno in considerazione l’opportunità di parlarne. Da ciò, ne deriva che, talvolta non vengono fornite ai bambini spiegazioni o risposte adeguate in merito alla perdita.

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