Lo sviluppo delle abilità sociali alla scuola primaria

Ogni gruppo ha il suo ruolo ed ogni membro in esso agisce facendo parte di un processo più grande.

Uno dei primi gruppi di coetanei di cui si entra a far parte con consapevolezza è la classe di scuola primaria, spesso costituito da bambini in parte già conosciuti, a volte totalmente nuovo, comunque un gruppo non strutturato, che noi chiamiamo interdipendente, dove ognuno ha la propria storia ed un proprio ruolo al suo interno.

Se in questo contesto gli adulti che interagiscono e dirigono la classe non dedicano del tempo a  fare in modo che il gruppo cresca come risorsa, avremo meccanismi di esclusione, di fuga, di vittime e leader negativi.

Il team di insegnanti deve lavorare  favorendo atteggiamenti cooperativi ed apprendimenti orizzontali, soprattutto in prima elementare, dove è necessario dedicare tempo alla conoscenza, allo sviluppo delle abilità sociali ed alla programmazione delle regole.

Pensate che soddisfazione per un bambino che ha difficoltà d’apprendimento aiutare anche solo a finire un disegno il compagno, e vedere che lui magari ha difficoltà a leggere ma il suo compagno ha difficoltà a colorare, e l’altro a stare in silenzio e l’altro ancora….e per un bambino che non riesce a stare seduto perché inquieto che valore ha il rimprovero dell’adulto (a cui è probabilmente abituato e che si aspetta) rispetto alla richiesta del compagno di stare lì con lui?

Lavorare  il primo anno su questi aspetti garantisce la creazione di un gruppo intersoggettivo dove ognuno porta la propria soggettività integrandola in modo adeguato all’ambiente ed hai compagni, dove nessuno è escluso ma tutti accettati per quello che sono con limiti e risorse, dove i meccanismi di fuga, di leader negativi e vittime non esistono. 

In un gruppo così strutturato trova spazio anche il bambino difficile perché il gruppo viene “educato” all’inclusione, al cogliere che ognuno ha delle difficoltà e che ci sono vari modi per affrontarle, che ognuno ha delle risorse da portare al gruppo e che si è responsabili in egual misura di ciò che accade: confronto, condivisione e corresponsabilità sono alla base di un gruppo che promuove l’inclusione.

Le attività che favoriscono la crescita di un gruppo intersoggettivo sono:

·      i rituali del mattino dove si dedicano i primi 10/15 min. della giornata ad una esposizione breve(ogni bambino ha qualche minuto )o di un fatto che si vuole raccontare o, soprattutto se il gruppo non si conosce, a dire il proprio nome e colore, animale, gioco preferito;

·      i momenti di confronto rispetto ad avvenimenti accaduti in classe (screzi o situazioni particolari) e la spiegazione di cosa siano ad esempio le difficoltà d’apprendimento, al fatto che ognuno di noi ha risorse e punti deboli ed ognuno apprende in modi differenti;

·      l’apprendimento orizzontale dove l’informazione e la nozione didattica passa tra i compagni attraverso l’aiuto, il confronto di idee, il lavoro a coppie;

·      i momenti di gioco cooperativo e non competitivo come ad esempio i percorsi a coppie( un componente bendato  si fa guidare e l’altro conduce) preceduti sempre da un momento di esposizione delle regole e concluso da un altro momento in cui ci si confronta (“come vi ha guidato il vostro compagno?” oppure “che cosa abbiamo scoperto dell’amico che prima non sapevamo?”….)

Questi sono solo pochi esempi che se tenuti in considerazione nella quotidianità di una classe favoriscono la crescita di un gruppo equilibrato.

I bambini hanno una mente fresca e flessibile, la storia, la matematica…la recuperano in breve tempo, ma le basi per sviluppare le abilità sociali che gli permetterano di essere adolescenti prima ed adulti poi, le costruiranno in questi anni di scuola primaria.

Sabrina Schiavon