Costruire Burattini

Con il disco di Cartone

Materiali: una vecchia scatola di scarpe, matita, compasso, pennarelli grossi e fini, lana, elastico per la biancheria, tre elastici, spillatrice, foulard

Con il compasso disegnate un cerchio di 10 cm di diametro e ritagliatelo. Colorate il viso a piacere. Fissate con la spillatrice i fili di lana al posto dei capelli e sulla parte posteriore fissate anche l’elastico per biancheria (un pezzetto). Dopo aver disposto sulla mano il foulard si stringe intorno al pollice, all’indice e al medio un elastico rotondo. Infilate il dito indice nell’elastico posteriore in modo da poter animare il burattino. 

Con la Pallina da Ping-Pong

Materiali: pallina, pennarelli sottili, forbici, alcool, due riquadri di stoffa, attaccatutto, ago, filo, un poca di lana colorata.

Con la punta delle forbici si pratica un foro nella pallina grande quanto il dito indice. Con il pennarello si disegnano i particolari del volto (se si sbaglia si cancella con alcool). Si fissano con la colla i capelli di lana. Si prepara l’abito disegnando l’abito che dovrà avere una forma a stella e si cuce dal rovesci. Si infilano il pollice e il medio nelle maniche dell’abito e l’indice nella parte centrale sulla quale verrà infilata la testa

Con il Panno

Materiali: pezzetti di panno colorati, forbicine,, attaccatutto, ago, filo, un foglio di carta, matita gomma

Si disegnano i personaggi che si vogliono realizzare. Con la carta copiativa si ricalcano su un altro foglio separatamente i diversi elementi del volto … e particolari. Si ritagliano i nodelli e si appoggiano sui pezzi di panno ricordando che il modello della testa, degli occhi delle orecchie si taglia due volte. Con ago e filo si cuce la testa si incollano gli elementi tagliati in precedenza e il burattino è pronto 

LAVORARE CON I BURATTINI

PRESENTAZIONE CON UN PERSONAGGIO- BURATTINO

Disponete tutti i burattini in bella vista, create un luogo magico, potete mettere della musica (la colonna sonora del "il favoloso mondo di Amélie" è molto adatta). Sia che lavorate con bambini che con adulti chiedete di guardare i burattini e di prenderli, provarli... esplorarli. Date tempo a questo mento riscalda la persona alla scelta del burattino. Poi chiedete al burattino di scegliere quello che preferisce, quello che lo attira di più.... Di infilarlo, farlo muore....  Poi il burattino prende vita e si presenta. Il bambino o la persona farà parlare il personaggio (burattino) chi sei? dove vivi? ..... intervistate il personaggio, racconterà tante cose interessanti.... Ovviamente i bambini vanno aiutati attraverso domande semplici.... Se lavorate con un adulto potete chiedere al personaggio di raccontare qualcosa di importante della persona che lo ha scelto... Con i bambini è più facile chiedere di inventare una storia dove il personaggio è il protagonista. E' bellissimo poi metterla in scena. Sia il racconto del personaggio, sia la storia costruita dal bambino, che il racconto del personaggio sulla persona che l'ha scelto, diranno molto sulla persona che noi abbiamo in carico. L'interpretazione ovviamente aspetta a voi, ognuno userà la propria teoria di riferimento e le proprie esperienze. Il burattino comunque è sempre generoso e spesso racconta in modo semplice e chiaro i vissuti delle persone e dei bambini, aiutandoci a comprendere di più i loro bisogni e conflitti.

Questa attività può essere fatte sia in un incontro individuale sia in un incontro di gruppo.

Se viene proposta in gruppo è bene predisporre uno spazio speciale dove le persone potranno dare vita al loro personaggio-burattino. Costruite con cubi di gommapiuma o teli uno spazio tipo teatrino dove si possa vedere solo il burattino e non la persona. Vedrete che atmosfera magica si creerà. I compagni di gruppo potranno intervistare il burattino sia facendo domande sul personaggio, sia sulla persona che gli ha dato vita.

DIALOGO TRA DUE BURATTINI

I burattini saranno disposti in modo tale da essere visti bene. Si farà un'adeguata attività di riscaldamento e poi si invita la persona a scegliere due burattini e a costruire un dialogo tra loro. Ciò che ne emerge è sicuramente un punto di partenza ricco che vi permetterà di leggere il mondo interiore della persona. Si può chiedere alla persona stessa che cosa questo dialogo le fa venire in mente di lei e della sua vita.

I PERSONAGGI DELLA MIA VITA

I burattini si prestano bene anche per rappresentare la mamma, il papà, la nonna, il fratello ...... permettendo così alla persona di poter dialogare con persone significative della sua vita. Potete far scegliere un burattino che sia l'alter-ego della persona (se stesso) e poi un burattino che sia una persona significativa della vita di quella persona (ad esempio la mamma). La persona avrà modo di dire molte cose alla mamma e anche di cogliere il suo punto di vista quando farà parlare il burattino.

Lavorare sul futuro

Il futuro è un tema importante nel percorso terapeutico o di crescita personale di una persona. Attraverso il lavoro sul futuro si offre alle persone la possibilità di mettere a fuoco progetti, aspettative e possibilità. Queste attività sono adatte a dei gruppi, ma rimaneggiate posso essere utilizzate anche durante i colloqui in individuale. Ovviamente chi li utilizza deve possedere un baglio psicologico o pedagogico che gli permetterà di declinare tali attività in base agli obiettivi che si intendono raggiungere.

Incontro fra 5 anni

"Ora ho intenzione di spostare l'orologio in avanti così in avanti che cambierà anche l'anno in cui saremo. Ora è l'anno 20XX e ci incontriamo per una rimpatriata del gruppo dopo il nostro ultimo incontro di gruppo avvenuto 5 anni fa.... 

Sono così felice che tutti siate qua. Sono proprio curiosa di sapere come sono proseguite le vostre vite....

Cominciamo da X che cosa puoi raccontare al gruppo di te, della tua vita, cosa è successo in questi 5 anni?"

Gli altri membri del gruppo potranno fare delle domande....

Il colore che vorrei

Pensate alla vostra vita di oggi.... che colore dareste alla vostra vita.... chiudete gli occhi immaginate che questo colore vi pervada e muova il vostro corpo, lasciate che il corpo si muova guidato dal colore....stop

Ora pensate a come vorreste che fosse la vostra vita.... associate un colore.....chiudete gli occhi e lasciate che questo colore vi pervada.... muove il vostro corpo...lasciate che il vostro corpo sia mosso da questo colore....Stop

Ora vi chiedo di trovare un'immagine simbolica che esprima come voi agite nella vostra vita tra ciò che è e il vostro desiderio... il vostro protendervi verso la vita che vorreste....

Condivisione in sottogruppi. Ogni sottogruppo scegli un'immagine o ne costruisce una nuova 

Discussione sull'immagine e sul significato che questa rappresenta per ogni persona del sottogruppo.

Per gli psicodrammatisti:

Rappresentazioni delle immagini, che possono prendere vita, condotte dal direttore. Ogni elemento dell'immagine può descriversi e può dare un messaggio alla persona che lo sta rappresentando. Poi la persona può rivedere l'immagine e prendere contatto con questa parte, ascoltare il messaggio e fare un soliloquio.

Una persona dal futuro

La possibilità di ascoltare il proprio futuro raccontato in inversione di ruolo con una persona "del futuro" da alla persona la possibilità di pensare a qualcosa di nuovo, che forse nei propri panni non avrebbe pensato....

Oggi faremo qualcosa di speciali, vi chiedo di pensare a una persona che secondo voi ci sarà nella vostra vita fra 5 anni, può essere una persona che già conoscete, oppure una persona nuova che conoscerete, oppure qualcuno che ancora non c'è, ma che in futuro ci sarà nella vostra vita...

In inversione di ruolo con questa persona del futuro, si presenta, racconta chi è, che ruolo ha nella vita della persona che l'ha portato qua. Può raccontare al gruppo com'è la vita del protagonista (persona) da quando l'ha conosciuto o com'è cambiata in questi anni..... 

L'elaborazione del lutto con lo Psicodramma

Perché l'utilizzo dello Psicodramma nell'elaborazione del lutto?

  • Perché lo psicodramma permette alla persona di non sentirsi solo e unico nella propria sofferenza;

  • Perché la persona può vedere l'altro e come l'altro affronta la sua sofferenza;

  • Può così rispecchiarsi nell'altro e trovare modi nuovi di reagire;

  • L'aspetto più caratteristico dello psiocdramma sta nel fatto che attraverso la drammatizzazione la persona può              incontrare la persona che è mancata per salutarla, per recuperare situazioni sospese, per riappacificarsi ...

Tale metodologia si sviluppa in due momenti: quello teso ad immergere il superstite nella sofferenza per il trauma della separazione fisica e quello volto ad esaltare i significati della reale presenza interiore dell’amato defunto.

Questo avviene attraverso:

- Un gruppo contenitivo in grado di accogliere la persona e di accompagnarla empaticamente nella sofferenza della perdita;

Il gruppo offre la possibilità alla persona di condividere il proprio dolore, i propri sentimenti e le proprie difficoltà con altre persone. Questo permette alla persona di non sentirsi sola (e la sola) a provare quei sentimenti. Il gruppo di psicodramma incoraggia le persone ad una partecipazione attiva, alla risoluzione del disagio, promuovendo l’autostima ed il proprio benessere. Nel gruppo la persona prende contatto con il proprio percorso di lutto e con la forza interiore che ognuno di noi possiede per gestire il dolore. Il confronto e il sostegno reciproci, l’ascolto e la partecipazione, ognuno coi suoi tempi interiori e con le sue possibilità e risorse, sono strumenti che permettono nel tempo di ridimensionare il lutto e di evidenziare ciò che dietro ad un lutto si cela: l’amore per chi non è più fisicamente con noi.

- l’esistenza di un palcoscenico in cui vengono esternalizzati, attraverso la rappresentazione scenica, i momenti esistenziali che contengono le immagini dolorose che hanno circondato l'avvento della morte;

Il teatro interno individuale contiene i personaggi che ciascuno di noi è andato interiorizzando nel corso della sua vita. Essi costituiscono gli altri significativi che popolano la nostra mente e hanno la funzione di attirare su di sé le nostre cariche emotivee di qualificarsi come oggetti amabili o detestabili, come riferimenti che stimolano e vitalizzano, oppure che inibiscono e mortificano. Lo psicodramma permette la ristrutturazione del teatro interno.

Il direttore aiuta il protagonista a costruire la scena.

Un esempio: colloca la protagonista di spalle rispetto alla scena ch’egli stesso allestirà. 

Sistema un materasso con guanciale su cui fa collocare l’ausiliario/padre in punto di morte

Il direttore si rivolge al protagonista, rimasto sempre di spalle rispetto alla scena che ancora non ha visto:

Fra un po’ vedrai tuo papà, ti avvicinerai a lui e gli dirai quello che ti viene dal cuore. 

Ti anticipo che lui ha poco tempo....

Sei pronto? Vai verso il papà. I fatti che seguiranno saranno un po’ diversi da quelli realmente accaduti, ma potrà esserci un incontro vero con il tuo papà.

Viene così la riattualizzazione psicodrammatica dell’evento

Il protagonista ha così la possibilità di dire al proprio padre ciò che prova, sente, ciò che non era riuscito a dire

Inoltre attraverso l'inversione di ruolo ha la possibilità nei panni del proprio padre di potersi vedere da fuori, con gli occhi del proprio padre e cogliere consapevolezze nuove.

Direttore - La senti? Quando sei pronta ti stacchi da lui. (quando è pronto) Adesso prendi il posto del papà. Si rifà la scena con il protagonista nei panni del papà e l’ausiliario in quelli del protagonista.

Direttore a papà - Adesso il suo mondo interno riprenderà vita e potrà lasciare in eredità a suo figlio il ricordo di tanti giorni passati insieme, il senso della vicinanza e della gioia. 

- Siamo qui alla fase dell’esplicitazione sulla scena di aspetti affettivi della relazione col proprio caro, e la loro ri-internalizzazione.

- Segue poi la parte più difficile la separazione dal corpo

Direttore - Appena ti sarai staccato, il papà morirà. E farai la cosa più difficile quando una persona muore: ti separerai dal suo corpo. Ti senti forte abbastanza in questo momento? Copri il volto del papà col lenzuolo. Il papà non c’è più come corpo. E dai corpi bisogna separarsi.....

Finita la scena si ritorna al gruppo attraverso i rimandi dei compagni che racconteranno le loro esperienze di separazione.

Lavorare con le metafore

La metafora ha sempre interessato gli psicologi poiché svolge un ruolo importante nel lavoro terapeutico. 

"Mi sento come un sole coperto dalle nuvole", "Mi sento in trappola, in gabbia come un leone allo zoo" oppure "sento che sto sbocciando come un fiore in primavera", esprimono il mondo interno di una persona attraverso un'immagina ricca di simboli da scoprire ed indagare.  

Imparare a comprendere ed illustrare le metafore che il subconscio suggerisce aiuta la persona a comprendere parti di sé, dando significato ad aspetti della propria vita, a sensazioni, emozioni e vissuti che altrimenti rimarrebbero nascosti.

Nello psicodramma le metafore prendono vita e trovano espressione attraverso la drammatizzazione. Qui sotto riporto un esempio:

Protagonista: Mi sento come un uccellino che sta spiccando il volo.

Costruzione della metafora. Il Protagonista costruisce il nido e mette un uccellino (io-ausiliario).

Direttore: ci sono dei fratelli o sorelle uccellini in questo nido? Sì, ma sono un po’ più piccoli di me.

Vengono messi altri due io-ausilairi che fanno i due uccellini

Direttore: Guarda bene questa scena, vuoi aggiungere qualcosa? 

Protagonista: Sì, la mamma degli uccellini e il sole

Il protagonista sceglie due io-ausiliari per rappresentare questi due personaggi.

La scena è ora completa e può prendere vita. Il protagonista da voce ad ogni personaggio in scena, animando così la metafora. 

L’uccellino protagonista della metafora spiccherà il volo  guardato dalla mamma e dal sole che lo protegge.

Ci sono ancora nel protagonista delle parti fragili ancora piccole, ma che sente che stanno crescendo.

Per ora per l’uccellino, lezioni di volo, aspettando di irrobustirsi ancora un po’, per essere pronti a lasciare il nido.

Si può svelare la metafora chiedendo al protagonista di pensare a quali parti di sé o persone della sua vita questi personaggi rappresentano oppure semplicemente si può dare una consegna di questo tipo:

Direttore: Hai fatto un bel viaggio, all’interno del tuo mondo interiore, entrando in contatto con diverse parti di te, ora vai da un tuo compagno/a e racconta il tuo vissuto i tuoi pensieri dopo questo viaggio. 

Come si può comprendere la metafora apre a nuove consapevolezze e può essere utilizzata per esplorare situazioni, valori e paure. Le metafore aiutano le persone a sviluppare un senso di saggezza interiore.

Disegno Onirico

Il Disegno Onirico è una tecnica grafica che permette di far emergere simboli, appartenenti al mondo dell’inconscio. Attraverso il disegno onirico la persona rivela i suoi contenuti profondi, la sua autenticità, i suoi conflitti e trova intuizioni nuove per riequilibrare aspetti della sua personalità e della sua storia.

Due Tratti

Prendi due colori che ti piacciono. Ora con ogni colore disegna un  grafismo semplice.  Vicino ad ogni grafismo scrivi una parola, la prima che ti viene in mente.

Scrivi il tuo nome. Cosa raccontano di te questi due grafismi?

Questo esercizio è una bella attività di presentazione, in un gruppo si può chiedere ai compagni che cosa potrebbero raccontare della persona i tratti disegnati. Poi la persona può completare e correggere quello che è stato detto